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Lavoro & Welfare

Viaggi & welfare: come non perdere occasioni e voucher anche nella pandemia. L'offerta di Salabam

di Vittoria Alfieri

Intervista a Marco Mazza, co-fondatore di Salabam, il portale italiano del voucher-welfare per viaggiare: la seconda parte. 

Perché e come utilizzare il vostro servizio in sicurezza anche in questa stagione emergenziale e complessa? Quali garanzie offrite sull’utilizzabilità dei voucher?

“Sin dall'inizio della pandemia, ci siamo attrezzati per gestire al meglio la situazione emergenziale che si era creata, ovvero: cancellando tutto il prenotato di marzo, aprile e maggio 2020 (anche quando questo non era nelle condizioni di prenotazione); bloccando le prenotazioni future, mano a mano che venivano aggiornati i vari DPCM; prorogando tutti i codici in scadenza in quel periodo (marzo-giugno) fino a fine estate, in considerazione dei tre mesi di lockdown dal 10 marzo al 2 giugno 2020; applicando politiche flessibili, aumentando la quantità di disponibilità cancellabili e permettendo ai possessori dei Salabam Europa e Mondo di prenotare anche in Italia. Questo è un breve resoconto della nostra primavera, un periodo solitamente importante, per tutto il comparto turistico, dove sono presenti tre ponti (Pasqua, 25 aprile e 1 maggio, molto sentiti). Con l'estate e le riaperture, considerando che dal 3 giugno non sussistono vincoli a viaggi sul territorio nazionale, abbiamo messo a disposizione dei nostri utenti tutte le indicazioni riguardo i protocolli Covid adottati dalle strutture: abbiamo inserito nella pagina di ogni singolo hotel o B&B, uno specifico box. Lungo tutta l'estate abbiamo effettuato un numero molto elevato di prenotazioni, superiore e non di poco agli anni antecedenti”.

E ora con la seconda ondata incorso?

“A partire da fine settembre, parallelamente alla nuova crescita di contagi, abbiamo ripreso, con alcune specifiche varianti, buona parte delle iniziative prese la scorsa primavera, sempre con lo scopo di garantire il massimo servizio ai nostri utenti”.

 «Un voucher per viaggiare» è il vostro claim: che cosa c’è dietro? Quali competenze e professionalità mettete in campo per garantire l’efficienza del vostro servizio?

“Dietro al nostro claim ci sono importanti percorsi professionali: tutti i founder della nostra azienda sono nel mondo del turismo digitale da molti anni. La professionalità e le conoscenze del team fondatore sono state poi coadiuvate da un gruppo di collaboratori con competenze trasversali alle nostre, che ci stanno permettendo di offrire un servizio di qualità. Un mix di hard e soft skill, dove le conoscenze e competenze vengono accompagnate dal saper lavorare in team e mettersi a disposizione degli utenti dei nostri prodotti. Saper fare, ma anche saper essere, a maggior ragione in un periodo come questo di forte incertezza, dove bisogna essere in grado di adattarsi alle nuove condizioni in tempi rapidi e dove le diverse sensibilità sono molto importanti”.

Quali caratteristiche deve avere il vostro cliente tipo sia come provider sia come azienda?

“Esistono delle caratteristiche di specifiche compagini aziendali e provider che determinano un particolare gradimento del nostro servizio da parte dei lavoratori. Da un lato è determinante la composizione demografica delle popolazioni aziendali. Solo per fare un esempio, se la fascia di età 25-40 è ben rappresentata e in possesso di crediti significativi, a partire dai 600-700 euro, registriamo un particolare gradimento dei nostri servizi. Dall’altro, è cruciale la disponibilità del provider welfare ad intraprendere un percorso di dialogo informatico tra la sua piattaforma e la nostra con l’obiettivo di rendere la customer journey piacevole, come dicono quelli bravi, seamless, e l’offerta personalizzata”.

Quale sarà secondo voi l’evoluzione del welfare aziendale nella chiave del benessere personale: il viaggio e la vacanza saranno sempre più una componente-chiave dei pacchetti? 

“Come evolverà il welfare aziendale è sicuramente uno dei temi su cui spesso ragioniamo in azienda e sui quali cerchiamo di confrontarci con i vari portatori di interesse di questo settore. Da quello che vediamo analizzando alcuni dati, è evidente un crescente interesse verso tipologie di servizi diverse da quelle tradizionali del welfare pubblico. quali istruzione, previdenza e sanità. Registriamo un fenomeno interessante, anche sociologicamente. Il forte interesse degli utenti verso, ad esempio, un servizio come il nostro, nasce da una acquisizione, forse scontata nella popolazione ma meno scontata tra coloro che si occupano professionalmente di welfare, pubblico e aziendale. La sensazione è che la vacanza e il viaggio di piacere non siano più percepiti, all’interno del paniere  di una famiglia, come consumi voluttuari. Sempre di più, rappresentano invece un elemento strutturale di benessere e quindi di welfare.  Ovvio che non si tratta di un bisogno a cui possa dare risposta il welfare pubblico. Al contrario, il welfare aziendale, anche grazie allo sviluppo di servizi come il nostro, riesce a dare una risposta efficace e calibrata alle esigenze, rappresentando un esempio lampante di quel principio di sussidiarietà che, anche nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe essere al cuore dello sviluppo del fenomeno del welfare aziendale. Ad ogni modo, questo è un settore molto soggetto all’evoluzione normativa. Proprio in questi giorni si sta parlando tanto della risoluzione 55 dell’Agenzia delle Entrate che sembra porre un deciso stop verso quelle agenzie viaggio che forniscono servizi a preventivo. E si sta anche molto parlando dell’opportunità di confermare l’innalzamento della soglia dei fringe benefit ex art. 51 anche per l’anno fiscale 2021.  Staremo a vedere. La nostra principale caratteristica è proprio la capacità di adattarci in maniera agile alle evoluzioni di questo come degli altri mercati in cui operiamo, quello del loyalty, della regalistica aziendale, delle promozioni e degli incentivi”. 

Vai alla prima parte dell'intervista.

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