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Sanità

Rischio clinico, è italiana la svolta nella sanificazione

Fonte: Italia Oggi

Ogni anno l’Europa perde 25 mila cittadini a causa dell’antibiotico resistenza e delle Ica (infezioni correlate all’assistenza) che colpiscono fino al 15% dei pazienti ospedalizzati per una perdita economica pari a 1,5 miliardi nella sola Comunità Europea. A questa emergenza considerata dalle autorità sanitarie europee e dai ministeri delle finanze per l’impatto sui budget di spesa vuole rispondere Copma, azienda di Ferrara che ha brevettato il sistema di igiene e Sanificazione Pchs, una metodologia innovativa al 100% italiana incentrata sulla competizione biologica attivata con tecniche applicative.

Nel 2017 si è conclusa San Ica la ricerca multicentrica che ha coinvolto cinque università italiane e sette ospedali. Durata 18 mesi, ha dimostrato come il sistema di sanificazione Pchs, ideato e prodotto da Copma garantisca igiene stabile negli ambienti ospedalieri e gli impatti sulla lotta alle infezioni. Il sistema si caratterizza per la sostenibilità economica ed ambientale: incide sia sulla riduzione dei costi diretti di produzione che sulla riduzione dei costi indiretti che attengono al sistema sanitario e sociale. I risultati verificati dallo studio dimostrano una riduzione del 52% delle infezioni correlate all’assistenza, diminuzione fino al 96% degli agenti patogeni rispetto ai metodi tradizionali di igienizzazione, riduzione fino al 99,9% dei principali geni di resistenza gli antibiotici, e un’abbattimento delle spese significativo: -76% il costo della terapia antibiotica; -61% il consumo degli antibiotici, -5/20% i costi diretti di produzione rispetto ai metodi tradizionali.

«La gestione del rischio clinico richiede appropriatezza sia delle cure che della prevenzione per assicurare il diritto alla salute del cittadino-paziente», spiegano dal gruppo. «Con il Sistema Pchs abbiamo voluto innescare un vero e proprio cambio culturale. Non si tratta più semplicemente di pulire gli ambienti, ma di produrre igiene. Oggi più che mai è necessario considerare l’igiene il risultato finale di una procedura di sanificazione e, come tale, caratterizzabile mediante la misura della contaminazione patogena delle superfici trattate al fine di mantenerla bassa e stabile nel tempo per contrastare le resistenze dei microrganismi patogeni e le infezioni correlate all’assistenza».

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