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di Noemi Secci - La legge per tutti

Alle soglie della pensione anticipata, con 42 anni e 10 mesi di contributi alle spalle, un bel giorno i funzionari della sede Inps “si svegliano” e cancellano 10 anni di contributi: non è un incubo causato dall’ansia per l’avvicinarsi del pensionamento, ma è una situazione che è accaduta realmente più volte, e può ancora accadere.

L’Inps può annullare i contributi, difatti, che sono stati versati indebitamente, cioè i contributi versati ma non dovuti. In alcuni casi, peraltro, l’istituto non è nemmeno tenuto a rimborsare i contributi indebiti. 

È vero che, in diverse ipotesi, l’annullamento dei contributi è limitato dalla prescrizione: vi sono parecchi casi, però, in cui la prescrizione non opera, quindi possono essere annullati anche contributi risalenti a 20 anni prima.

Queste regole possono apparire corrette nel caso in cui il rapporto assicurativo risulti falso (è il caso, purtroppo non infrequente, delle finte assunzioni), ma vi sono, tuttavia, delle situazioni che presentano dei margini di incertezza, come quello dei soci che hanno un rapporto di lavoro dipendente con l’azienda.

Ma procediamo per ordine, vediamo tutti i casi in cui l’Inps può annullare i contributi e che cosa succede nel caso in cui i contributi siano versati alla gestione sbagliata

Annullamento dei contributi da lavoro dipendente

Per quanto riguarda contribuzione dovuta per i lavoratori dipendenti, una nota legge del 1957 [1] stabilisce che i contributi non dovuti, versati in un periodo che precede di oltre 5 anni il momento dell’accertamento  Inps, restano acquisiti e sono validi ai fini delle prestazioni che ne possono derivare, quindi anche ai fini del diritto alla pensione.

Di conseguenza, se viene accertato il versamento di contributi non dovuti da lavoro dipendente, in base alla legge deve essere disposto il rimborso, senza interessi, limitatamente ai contributi  relativi ai 5 anni non prescritti:  restano invece acquisiti e validi ai fini della pensione i contributi precedenti.

Questa  norma si applica anche ai contributi dovuti per i lavoratori dipendenti dell’agricoltura, mentre non si applica alla contribuzione dovuta ai fondi speciali sostitutividell’assicurazione generale obbligatoria (Ago).

Annullamento dei contributi da lavoro autonomo

Vale invece il contrario, per i contributi dovuti dai lavoratori autonomi, cioè gli artigiani, i commercianti ed i liberi professionisti senza cassa: per loro, infatti, la normativa [2] stabilisce che i contributi versati e non dovuti non valgono ai fini del diritto alle prestazioni previdenziali, a prescindere dal periodo in cui sono accreditati. Salvo il caso di dolo, i contributi non dovuti sono restituiti, senza interessi, all’assicurato o ai suoi aventi causa: questi contributi  sono quindi sottratti alle norme sulla prescrizione e vengono sempre restituiti a chi li ha versati (o ai suoi aventi causa), senza interessi.

Queste regole valgono anche nei confronti dei lavoratori parasubordinati, o collaboratori coordinati e continuativi, come specificato da un noto messaggio Inps [3]:  la restituzione della contribuzione deve essere ripartita nelle rispettive quote di competenza tra committente e collaboratore.

Se, però, dagli accertamenti emerge che la collaborazione era in realtà un rapporto di lavoro subordinato “mascherato”, si applica quanto già previsto per i lavoratori dipendenti: la contribuzione indebitamente versata nella gestione separata non sarà dunque rimborsabile, salvo i periodi non prescritti, ma sarà utile ai fini del diritto alla pensione.

Contributi versati alla gestione previdenziale sbagliata

Bisogna però specificare che, nel caso in cui i contributi risultino non dovuti perché versati a una cassa previdenziale diversa da quella competente per il rapporto di lavoro che ne origina l’obbligazione, questi non vengono annullati, ma trasferiti.

In queste situazioni, nel dettaglio, va applicata una diversa legge [4], che stabilisce che il pagamento della contribuzione previdenziale, se effettuato in buona fede ad un ente previdenziale pubblico diverso dall’ente competente, libera il contribuente dall’obbligazione. Pertanto, l’ente che ha ricevuto il pagamento deve provvedere al trasferimento delle sommeincassate, senza aggravio di interessi, all’ente titolare della contribuzione. Non si deve dimenticare che, nonostante i contributi vengano trasferiti, può essere accertato un credito o un debito residuo a carico del contribuente, in relazione alle diverse combinazioni assicurative: la situazione deve essere allora trattata seguendo il principio della prescrizione previdenziale.

Dipendente e commerciante, a chi si versano i contributi?

Se l’interessato svolge la propria attività in qualità di dipendente e imprenditore, o socio, la partecipazione al lavoro aziendale con il carattere dell’abitualità e della prevalenza costituisce condizione necessaria ai fini dell’iscrizione alla gestione assicurativa commercianti [5]

In altre parole, se il lavoratore dipendente svolge attività in proprio in forma d’impresa (come commerciante, artigiano, agricoltore…), può evitare di iscriversi presso la specifica gestione Inps dei lavoratori autonomi soltanto se l’attività di lavoro subordinato è la prevalente. In caso contrario (ad esempio se svolge un contratto part time), non essendo considerata l’attività subordinata come prevalente, il lavoratore è obbligato a iscriversi ed a pagare doppia contribuzione.

In particolare, secondo le indicazioni dell’Inps [6], i casi nei quali non è prevista l’iscrizione obbligatoria a una delle gestioni dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, etc.) sono:

  • svolgimento di attività di lavoro subordinato a tempo pieno;
  • partecipazione all’attività di una società esclusivamente tramite conferimento di capitale;
  • svolgimento di un’altra attività autonoma prevalente (non come libero professionista) con iscrizione alla relativa cassa previdenziale;
  • iscrizione alla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti per altra attività d’impresa.

Contributi versati per attività inesistente

Nel caso in cui il versamento indebito di contributi sia avvenuto in carenza di presupposto assicurativo, cioè se i contributi sono stati versati per un’attività inesistente,  la relativa contribuzione è annullabile senza limiti di tempo, poiché manca il fondamento dell’assicurabilità. 

I versamenti non dovuti sono rimborsabili, ma soggetti all’ordinaria prescrizione di10 anni. Se, però, viene accertato il dolo del contribuente, la contribuzione indebitamente versata non viene restituita.

Contributi non dovuti, tutte le ipotesi

Nella seguente tabella sono state schematizzate dall’Inps tutte le situazioni in cui il versamento dei contributi è errato e le relative conseguenze.

Ipotesi

Assicurazione destinataria del versamento Vs Assicurazione competente

Prescrizione

Effetti

Dolo Tutte le assicurazioni Nessuna Annullamento contributi Nessun rimborso
Assenza rapporto assicurabile Tutte le assicurazioni Nessuna Annullamento contributi Rimborso con prescrizione decennale
Versamento in Fondo incompetente Lavoro dipendente Vs Lavoro dipendente Quinquennale Contributi entro il quinquennio: Trasferimento ed eventuale richiesta differenza contributiva o rimborso eccedenza Contributi prescritti: restano acquisiti e produttivi di prestazione
Versamento in Fondo incompetente Lavoro autonomo Vs Lavoro dipendente Nessuna Vs Quinquennale Annullamento contributi Rimborso con prescrizione decennale Richiesta contributi al datore di lavoro della contribuzione non prescritta (ultimi 5 anni) Facoltà di rendita vitalizia a titolo oneroso per periodo prescritto
Versamento in Fondo incompetente Lavoro autonomo Vs Lavoro autonomo Nessuna Trasferimento ed eventuale richiesta differenza contributiva nei limiti del quinquennio o rimborso eccedenza senza limiti di prescrizione
Versamento in Fondo incompetente Coadiuvante Vs Lavoro dipendente Nessuna Vs Quinquennale Trasferimento e richiesta differenza contributiva relativa al quinquennio non prescritto
Versamento in Fondo incompetente Lavoro dipendente Vs Coadiuvante Quinquennale Vs Nessuna Trasferimento e rimborso differenza contributiva relativa al quinquennio non prescritto
Versamento in Fondo incompetente Cococo/Associato Vs Lavoro dipendente Quinquennale Contributi entro il quinquennio: Trasferimento ed eventuale richiesta differenza contributiva o rimborso eccedenza

Contributi prescritti: restano acquisiti e produttivi di prestazione
Versamento in Fondo incompetente Lavoro dipendente Vs Cococo/Associato Quinquennale Contributi entro il quinquennio: Trasferimento e rimborso differenza contributiva o rimborso eccedenza

Contributi prescritti: restano acquisiti e produttivi di prestazione
Versamento eccedente (differenza aliquota, errore, ecc.) Lavoro autonomo (compresa Gestione Separata) Nessuna Rimborso
Versamento eccedente (differenza aliquota, errore, ecc.) Lavoro dipendente Quinquennale Rimborso nei limiti della prescrizione quinquennale. I contributi eccedenti non prescritti restano acquisiti e produttivi di prestazione
Versamento in assenza di rapporto di lavoro assicurabile (con dolo) Tutte Nessuna Annullamento posizione assicurativa

Nessun rimborso
Versamento in assenza di rapporto di lavoro assicurabile (senza dolo) Tutte Decennale Annullamento posizione assicurativa

Rimborso con prescrizione decennale

note

 
 

[1] Art. 8 DPR n.818/1957.

[2] Art. 12 L. 613/1966.

[3] Inps Mess. n.9869/2012.

[4] Art.116, Co.20, L. 388/2000.

[5] Mlps, Interpello 78/2009.

[6] Inps Circ. n.78/2013

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