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di Noemi Secci - La legge per tutti

Anche per il 2019 i lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono più di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi.

In base a quanto emerso dal cosiddetto pacchetto previdenza, infatti, agli anni di versamenti necessari per la pensione non si applicherà l’adeguamento alla speranza di vita, che determina un incremento dei requisiti pari a 5 mesi, nella generalità dei casi (per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, ad esempio, l’età pensionabile passerà dagli attuali 66 anni e 7 mesi a 67 anni). 

Alla pensione anticipata dei lavoratori precoci si applicherà, però, una finestra pari a 3 mesi: vuol dire che, una volta raggiunti i 41 anni di contributi, si dovranno attendere ulteriori 3 mesi per ricevere la liquidazione della pensione. Al momento non è ancora chiaro se le finestre di uscita saranno fisse (cioè con date predeterminate), oppure mobili (in questo caso, i 3 mesi si conteranno a partire dalla data di maturazione dei requisiti, quindi la data di uscita varierà da caso a caso).

Anche alla pensione anticipata ordinaria non sarà applicato alcun aumento dei requisiti, ma sarà applicata una finestra pari a 3 mesi: rispetto alla pensione anticipata ordinaria, che è ottenuta con un minimo di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini, lo “sconto” della pensione anticipata precoci resta dunque di 10 mesi per le donne e di 1 anno e 10 mesi per gli uomini.

Come previsto per gli anni precedenti, per aver diritto alla pensione anticipata agevolata nel 2019 non basta risultare lavoratori precoci, ma è necessario anche appartenere a specifiche categorie tutelate.

Vediamo allora, nel dettaglio, chi ha diritto alla pensione anticipata precoci 2019 e quando deve essere inviata la domanda. 

Chi ha diritto alla pensione anticipata precoci 2019

Ha diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, nel 2019, chi, iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996, appartiene a una delle seguenti categorie tutelate:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della pensione anticipata precoci, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo) e che non si siano rioccupati, o siano stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura, dal 2018, anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • professori di scuola pre-primaria;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
    • pescatori;
    • lavoratori marittimi;
    • operai agricoli;
    • operai degli impianti siderurgici;
  • addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni [1].
 

Contributi utili per la pensione anticipata precoci 2019

Per raggiungere i 41 anni di contribuzione sono utili tutti i contributi posseduti presso il Fondo lavoratori dipendenti dell’Inps e le gestioni esclusive e sostitutive, presso le casse dei lavoratori autonomi Inps (artigiani, commercianti, coltivatori…) e presso la gestione Separata. Inoltre, è possibile utilizzare il cumulo dei contributi, cioè sommare la contribuzione accreditata in gestioni previdenziali differenti.

Dal 1° gennaio 2019, come osservato, il requisito per la pensione anticipata precoci, pari a 41 anni di contributi, non aumenterà in misura pari a 5 mesi, come tutti i requisiti per la pensione soggetti agli adeguamenti alla speranza di vita media, ma sarà applicata una finestra di attesa pari a 3 mesi dalla data di raggiungimento del requisito.

Domanda pensione anticipata precoci 2019

I lavoratori, per accedere alla pensione con 41 anni di contributi, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

 

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2019 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 1° marzo 2019;
  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2020 (pari, ugualmente, a 41 anni e 5 mesi) deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2020;
  • non è prevista una scadenza per questo tipo di pensione agevolata, la cui domanda di certificazione potrà dunque essere presentata entro il 1° marzo di ogni anno; è previsto, però, l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita media; in base alle novità emerse dal pacchetto previdenza, l’adeguamento alla speranza di vita sarà bloccato, ma si applicherà una finestra di attesa pari a 3 mesi.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 1° marzo, ma non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se  residuano le necessarie risorse finanziarie.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Gli altri requisiti, cioè i 41 anni di contributi, sono invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e possono essere maturati entro la fine dell’anno (per i lavori faticosi e pesanti deve essere certificato lo svolgimento di queste attività per 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione).

L’Inps, a seguito della presentazione della domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo accoglimento, o meno.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati devono presentare la domanda vera e propria di pensione anticipata.

 

note

 

[1] D.lgs. 67/2011.

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