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Previdenza

Parasubordinati e professionisti con partita Iva: aliquote e scadenze 2015

Aliquote e dintorni per la Gestione separata Inps, a partire dall'ultima novità: la conferma dei contributi al 27% per le partite Iva anche nel 2015.  Ma vediamo tutti i numeri fissati per il 2015 per la contribuzione dei lavoratori parasubordinati, dei collaboratori, dei professionisti con partita Iva e così via.

Diciamo subito che la Cassa, quando è nata, fu ribattezzata anche gestione del «10%» perché era questa l’aliquota allora fissata. Da quel momento la percentuale – che ovviamente si applica sul reddito dichiarato – è cambiata in vario e diverso modo, differenziandosi a seconda di diverse variabili.

La situazione oggi si presenta così configurata: se si rientra nella Cassa separata ma si è pensionati o iscritti anche a un altro fondo, perché dipendenti o perché autonomi con altra forma previdenziale, l’aliquota è del 23,50%; se invece si è iscritti solo ed esclusivamente alla Cassa separata, l’aliquota è stata fermata anche per quest'anno al 27% per i professionisti con partita Iva, ma raggiunge il 30% se si rientra nelle altre figure professionali obbligate ugualmente a questo tipo di contribuzione, a cominciare dai cosiddetti lavoratori parasubordinati. Si arriva al 27,72% e al 30,72% se si mette dentro anche uno 0,72% previsto per finanziare le tutele per la maternità, la malattia e così via. Anche per queste aliquote è programmato un incremento progressivo nei prossimi anni in maniera tale da raggiungere, nel 2018, il 24% (per chi ha altra cassa o è pensionato) e il 33% (per i parasubordinati  o lavoratori autonomi «puri»).

Il contributo, in generale, grava per 2/3 sul committente e per un terzo  sul lavoratore, ma tocca sempre al committente provvedere al versamento per l’intero ammontare, salvo trattenere la quota del lavoratore al momento del pagamento del corrispettivo. La ripartizione è differente nell’ipotesi associazione in partecipazione (che è un particolare tipo di contratto di lavoro a metà tra la dipendenza e la partecipazione come socio di una società): il 55% del contributo è a carico dell’associante, il 45% dell’associato. Per i professionisti con partita Iva, invece, il contributo (sui redditi guadagnati) è interamente a carico del lavoratore (anche per quel che riguarda il versamento),  ma si può scontarlo in parte (per il 4%) al momento in cui si emette la fattura al cliente per il lavoro svolto.

In ogni caso anche per gli iscritti alla Gestione separata c’è un tetto ai compensi sui quali si applica l’aliquota: è di 100.324 euro per il 2015.

Attenzione. Perché si possa contare su contributi versati per un intero anno, occorre che siano almeno pari a quelli previsti come contributo minimo sulla base del reddito minimo stabilito per i commercianti: e dunque, per il 2015, pari a 3.653,78 euro per i pensionati o per coloro che sono già iscritti a un’altra cassa, 4.776,35 euro per i professionisti con partita Iva (più quota maternità e malattia) e per tutte le altre figure, per un compenso minimo di 15.548 euro. Altrimenti il periodo coperto è proporzionalmente ridotto.

Una tabella per fare chiarezza. 

 

Aliquote Gestione separata – Anno 2015 

Liberi professionisti con partita Iva

Aliquote

Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie

27,72%(27,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva)

Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria

23,50%

 

Aliquote Gestione separata – Anno 2015

Collaboratori e figure assimilate

Aliquote

Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie

30,72%(27,00 IVS + 0,72aliquotaaggiuntiva)

Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria

23,50%

 

Leggi la Circolare Inps e l'articolo di Italia Oggi di Daniele Cirioli. 

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