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di Valeria Di Corrado - Il Tempo

È durata in vita solo un anno ed è costata un milione e mezzo di euro. Questo il danno erariale al vaglio della Procura della Corte dei conti del Lazio su Enpam Sicura, società «in house» della Fondazione Enpam, l'ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri italiani che con il suo patrimonio di 18 miliardi di euro eroga servizi a 360 mila iscritti e pensioni a 90 mila camici bianchi. Enpam Sicura srl è stata costituita nel luglio del 2015, con lo scopo di garantire assistenza sanitaria e previdenziale integrativa e la copertura dei primi 30 giorni di malattia. Per farla nascere, il suo socio unico, ossia la Fondazione Enpam, aveva riversato nelle sue casse un milione e 500 mila euro di capitale sociale. Soldi buttati, se si considera che la società a responsabilità limitata è stata messa in liquidazione a luglio del 2016, dopo appena 12 mesi dalla costituzione, e i suoi 30 dipendenti sono stati licenziati. Secondo i ministeri vigilanti, della Salute e del Lavoro, non poteva svolgere la «mission» che si era prefissata. In pratica, Enpam Sicura non poteva fare intermediazione assicurativa, considerato che non rientra tra le società di assicurazione. Ora il pm contabile Tammaro Maiello, titolare dell'indagine, dovrà accertare se siano stati valutati adeguatamente i rischi di questa operazione, che ha messo a repentaglio il solido bilancio dell'ente previdenziale dei medici. L'anno scorso il consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam ha deliberato un'azione di responsabilità nei confronti dei vertici di Enpam Sicura, società guidata da Giacomo Milillo. Ma ora sta alla magistratura contabile stabilire se possa essere addebitata una responsabilità proprio ai componenti del cda dell'ente previdenziale, che hanno deciso di costituire la srl. Su questa stessa linea, gli ordini dei medici di Milano e Bologna hanno chiesto il commissariamento della Fondazione Enpam. Contemporaneamente il Sindacato dei medici italiani ha chiesto di ai ministeri vigilanti e alla Corte dei Conti di valutare il danno. Proprio da questo esposto è partita l'indagine contabile. Il segretario generale dello Smi, Pina Onotri, l'aveva bollata come «un'operazione inutile e illegittima, costata qualche milione di euro dei nostri fondi pensionistici», mentre in una interpellanza parlamentare la rappresentante M5S, Giulia Grillo, aveva ipotizzato «operazioni di brokeraggio assicurativo».

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