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Welfare

La povertà dell'infanzia non è solo una questione di reddito

di Alessandra Pavani - 2W

Anche quest'anno la Fondazione L’Albero della Vita ha rinnovato il suo appuntamento con il tema delcontrasto alla povertà dell’infanzia. La Conferenza “Povertà dell’infanzia: solo una questione di reddito?” si è svolta il 28 novembre 2018 a Roma, promossa insieme all'Alleanza contro la povertà in Italia, all’Ordine degli Assistenti sociali – Consiglio nazionale, alle ACLI e con la partnership pedagogica della Fondazione Patrizio Paoletti per lo Sviluppo e la Comunicazione.

Come indicano i dati elaborati dall'Istat per l'Albero della Vita e presentati nel corso della Conferenza,in Italia sono 1 milione e 208 mila i bambini in condizione di povertà assoluta, uno su otto, il 12,1% dei minorenni italiani. Si tratta di bambini che tendenzialmente saranno più esposti ai processi di esclusione e che avranno uno svantaggio che difficilmente potrà essere colmato in termini di percezione di se stessi e della costruzione del proprio futuro, con un inevitabile impatto strutturale sugli scenari futuri del nostro Paese.

A partire da questa premessa si è svolta la Conferenza, ospitata quest’anno dal CNEL, che si è soffermata in particolare sulle basi per costruire il benessere a partire dall’infanzia, come la capacità di prefigurare cosa si desidera intimamente per la propria vita al fine di scegliere le risposte più adeguate per autodeterminarsi. In questo senso, si è evidenziata la consapevolezza della necessità di un approccio che punti a risolvere la povertà aiutando la persona a "progettare" se stessa. Si è così discusso circa la necessità di scongiurare il rischio di indirizzare gli interventi pubblici contro la povertà esclusivamente sotto forma di aiuti economici e rendendo invece patrimonio collettivo un approccio che comprenda l’importanza di una relazione di aiuto che porti sostegno alle famiglie quali prime responsabili del benessere dei loro figli.

Ci troviamo in una delicata fase in cui gli operatori dei servizi territoriali devono misurarsi con la grande sfida di rendere effettiva la possibilità di generare cambiamento all’interno dei nuclei familiari. Si tratta di un lavoro molto complicato che ha come fine ultimo l’empowerment delle persone e il miglioramento del benessere complessivo del nucleo familiare. Oltre alla necessità di un rafforzamento quantitativo dei servizi sociali territoriali, occorre un forte investimento sul piano qualitativo tramite adeguati percorsi formativi.

La Conferenza ha evidenziato quanto sia necessario impegnarsi a tutti i livelli in un lavoro comune più incisivo su una problematica di enorme portata e conseguenze come è la povertà minorile. Anzitutto mettendo al centro l’infanzia, in secondo luogo adottando un approccio integrato tra discipline finalizzato a creare le condizioni per il cambiamento, a partire dall’ambiente familiare del bambino. Infine, facendo progredire, grazie alla pluralità di competenze e prospettive, lo sviluppo di approcci in grado di aiutare realmente il bambino e il suo nucleo familiare.

Nel corso della Conferenza è apparso evidente come sia necessario superare l’attuale momento politico che sta rimettendo in discussione le modalità di gestione della povertà che fino a ieri potevano considerarsi consolidate. Per farlo occorre aprirsi mettendosi in rete, facendo tesoro delle competenze, delle capacità, delle comprensioni, delle vocazioni individuali e di ogni ente. Per farlo occorre coesione affinché possiamo promuovere la tematica con più forza e giungere a una consapevolezza comune che investire nelle politiche sociali per le persone di minore età sia un investimento nel futuro del nostro Paese.

La Conferenza ha affrontato tutti questi aspetti coinvolgendo esponenti delle più importanti istituzioni del Paese, delle organizzazioni sociali, del mondo accademico e soprattutto coloro che vivono quotidianamente sul campo la sfida del contrasto alla povertà minorile. Nel corso dell'evento è stato anche realizzato un primo passo per la costruzione di un network volto a promuovere una strategia integrata di contrasto alla povertà e di promozione del benessere dell’infanzia. Un punto di inizio tra i promotori (Fondazione L’Albero della Vita, ACLI e CNOAS) e un primo gruppo di organizzazioni. Non ancora un battesimo, ma anzitutto la condivisione di un desiderio, prima ancora che di un disegno: quello di fare rete per essere più uniti al fine di promuovere queste tematiche con più coraggio, con più forza.

I singoli interventi che si sono tenuti nel corso della mattinata sono disponibili sul canale Youtube di Fondazione L’Albero della Vita. 

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