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Lavoro & Welfare

La pandemia non ferma la voglia di pacchetti welfare per il tempo libero: prenotare oggi su Salabam per non perdere la vacanza di domani

Parla Diego Furlani, coo di Salabam, la società di servizi di viaggio che offre le sue soluzioni di online travel booking ai principali provider di welfare aziendali presenti in Italia.

ROMA – Il Coronavirus non ha fermato la corsa del welfare aziendale e la sua evoluzione da leva per la gestione delle risorse umane a fattore di più efficace sostenibilità e competitività delle imprese. O, dal lato dei lavoratori, da elemento integrativo della retribuzione sul piano previdenziale e sanitario innanzitutto a strumento e via di benessere individuale e familiare nella conciliazione vita lavoro e nella conciliazione tempo di lavoro e tempo di svago e di vacanza.

E così, secondo l’ultimo Rapporto Welfare Index 2020, anche nell’anno terribile che stiamo vivendo il welfare aziendale ha confermato il trend di crescita già registrato negli anni precedenti. «Dal 2016 a oggi – scrivono gli autori della ricerca - la percentuale di aziende attive (in almeno quattro aree del welfare) è più che raddoppiata, passando dal 25,5% al 52,3%. Nell’ultimo anno l’incremento è stato di 6 punti percentuali, e per la prima volta le imprese attive nel welfare aziendale hanno superato la soglia del 50% delle PMI».

Dunque, l’emergenza pandemica non ha bloccato l’espansione del welfare aziendale. Anzi. La tendenza alla crescita – spiegano i ricercatori - è trasversale al sistema produttivo e si manifesta in tutte le classi dimensionali e in tutti i settori.  L’ampiezza delle iniziative si conferma correlata alla dimensione delle aziende e raggiunge i valori più elevati tra le medio grandi, oltre i 250 addetti: in questo segmento le imprese molto attive sono il 71,6%. È però significativa la velocità di crescita tra le imprese minori: negli ultimi quattro anni, nel segmento delle microimprese (con meno di 10 addetti) quelle molto attive nel welfare sono raddoppiate, passando dal 6,8% al 15,0%, e nelle piccole imprese (tra 10 e 50 addetti) sono aumentate dal 15,8% al 25,9%».

La pandemia, insomma, non solo non mette in crisi il welfare aziendale, ma, semmai, ne esalta il valore. «Se in molti ambiti della nostra vita economica e sociale la crisi Covid ha fatto da spartiacque, accelerando l’affermazione di nuove culture e nuovi comportamenti – puntualizzano gli studiosi del Welfare Index -  in modo ancor più evidente ciò è avvenuto nel welfare aziendale. Da un lato le aziende che avevano maturato capacità di welfare hanno saputo proporsi nell’emergenza come punto di riferimento per le comunità con cui interagiscono, a partire dai dipendenti e dai loro familiari; dall’altro l’esperienza della crisi ha generato nelle imprese stesse una maggiore consapevolezza di quanto sia vitale, per la continuità del business, impegnarsi per garantire l’equilibrio sociale e il benessere delle persone».

Ma se l’offerta di welfare risulta sempre più vantaggiosa e proficua per le aziende e sempre più appetibile e ben accolta per i lavoratori, non per questo può essere considerata un blocco unico, buono per tutti i destinatari e per tutte le stagioni del ciclo di vita. E così diventano sempre più graditi i pacchetti ad ampio spettro di servizi e benefit, i pacchetti che garantiscono offerte differenziate e inclusive, i pacchetti che non si fermano alle voci classiche dell’integrazione retributiva: previdenza, sanità, assistenza. Ma che si estendono a voci che hanno a che fare con il benessere individuale e familiare: a cominciare dai voucher vacanze e viaggi.

In questo senso è illuminante l’indagine annuale Randstad Employer Brand, condotta per Randstad dall’Istituto Kandar Tns, che, oltre a confermare l’appeal del welfare aziendale per i dipendenti, indica nettamente come la nuova cifra vincente dell’offerta legata alla differenziazione dei servizi e dei benefit, in relazione ai differenti profili dei destinatari. Quasi tre Millennial su quattro (73%) sono interessati a una vacanza aggiuntiva come benefit aziendale, i colleghi più giovani desiderano un’assicurazione viaggi (63%), i 35-54enni aspirano a un piano mensa o ai pasti sovvenzionati, mentre i lavoratori senior oltre i 55 anni richiedono più spesso l’assistenza sanitaria (86%).

E, dunque, se previdenza e sanità rimangono in vetta alla classifica delle richieste dei lavoratori, anche in epoca Coronavirus si vanno affermando nuovi bisogni che – è prevedibile – esploderanno proprio nella stagione post-Covid. Va in questo senso, del resto, l’analisi di Diego Furlani, coo di Salabam, una società di servizi di viaggio, che offre le sue soluzioni di online travel booking ai principali provider di welfare aziendali presenti in Italia. «Negli ultimi mesi – osserva il manager – si è affermata, nel dibattito sul welfare aziendale, la vulgata secondo la quale si starebbe tornando alle origini, ai tre pilastri classici del welfare pubblico».

«Il successo delle nostre soluzioni è, invece, la conferma di quanto i lavoratori valutino importante la presenza di soluzioni per il tempo libero all'interno dei piani welfare delle loro aziende», continua Diego Furlani.

«Noi forniamo diverse soluzioni che permettono ai lavoratori di prenotare online viaggi e vacanze per se stessi e per la loro famiglia. Dal nostro punto di osservazione appare chiaro quanto questi servizi siano apprezzati. La vacanza, nella sua forma tradizionale della settimana di mare estiva piuttosto che nella forma di un semplice city break o del week end in campagna in agriturismo, rappresenta per i nostri utenti un momento fondamentale della propria vita, un momento nel quale rigenerarsi dopo lunghi periodi lavorativi in città, spesso carichi di stress e impegni».

«Il valore aggiunto che i lavoratori trovano nei nostri servizi è la semplicità che, grazie alle nostre soluzioni integrate, riesce ad evitare le pesantezze burocratiche che caratterizzano, spesso, i flexible benefit. I welfare provider e le aziende trovano invece in noi un partner user oriented a cui affidare i loro dipendenti con tranquillità ma anche un partner tecnologicamente pronto a realizzare soluzioni all’altezza delle aspettative degli utenti», conclude Furlani.  

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