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da www.secondowelfare.it

Recentemente si è tornati a parlare molto dei costi legati al welfare aziendale. La questione è stata in prima battuta sollevata dal presidente del Cnel, Tiziano Treu, che ha sottolineato come "la defiscalizzazione e la decontribuzione previdenziale introdotta nell’erogazione del premio di risultato contrattato hanno un costo sempre più rilevante per la collettività".

Qualche giorno fa la sollecitazione di Treu a interrogarsi attantamente sui costi del welfare aziendale per lo Stato è stata ripresa da Marco Ruffolo con un articolo sul quotidiano La Repubblica. In tale contributo si fa riferimento a un "valore" del welfare aziendale derivante dalla trasformazione del premio di risultato stimato in 3 miliardi di euro, con una conseguente perdita per lo Stato di oltre 800 milioni di euro, a causa del mancato versamento di contributi e fiscalità generale.

Ma come si è arrivati a tali cifre? Possono essere considerate attendibili?

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