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di Alessia Gozzi - QN

Italiani popolo di risparmiatori? Si, ma non sempre consapevoli. Tra gli strumenti di investimento ci sono i fondi comuni, parliamo di circa 850 miliardi di euro di masse finanziarie gestite dai fondi sottoscritti in Italia (dati dicembre 2015 di Assogestioni, Covip, Adepp, Acri, Ania, Abi, Assoreti, AIPB eBanca d'Italia). L'85% è gestito per conto delle famiglie. La prima cosa da sapere quando si sceglie uno strumento di investimento è che il rischio zero non esiste. Esistono però strumenti con diversi profili di rischio, è indispensabile sceglierli con consapevolezza, sapendo che la prima regola da adottare è quella della diversificazione: investire sempre in più strumenti finanziari e mai in uno solo. I fondi comuni di investimento hanno proprio questo obiettivo, raccolgono il risparmio di piu investitori per investirlo in una molteplicità di strumenti finanziari. La gestione degli investimenti è affidata a una Società di Gestione del Risparmio (SGR) e il gestore del fondo li diversifica sulla base della politica di investimento dichiarata nel regolamento di gestione e sintetizzata nel documento con le informazioni chiave per gli investitori. Ogni risparmiatore che sottoscrive un fondo partecipa, esattamente per l'importo che ha sottoscritto al suo patrimonio, sulla base del corrispondente numero di quote di cui diviene titolare al momento dell'investimento, il quale è soggetto alle stesse regole previste per gli altri strumenti finanziari: l'intermediario che assiste il risparmiatore dovrà, valutare quale tipo di fondo è adeguato rispetto al suo profilo di rischio. Cioè un insieme di informazioni che riguardano la propensione al rischio, gli obiettivi e l'orizzonte temporale di investimento, il livello di consapevolezza finanziaria. Più siamo consapevoli dei nostri investimenti e delle loro caratteristiche, più siamo in grado di gestirli: bisogna scegliere in base alle nostre possibilità ed esigenze, valutando l'orizzonte temporale dell'investimento, la propensione al rischio (cioè la 'disponibilità' a subire possibili perdite a fronte di possibili maggiori guadagni) e le aspettative di rendimento, ovvero il guadagno che si vorrebbe ottenere. 

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