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Un disegno di legge per il riconoscimento della figura e di tutele previdenziali, assicurative, sanitarie minime per i "caregiver", cioè a quei circa 3 milioni di italiani, quasi sempre donne, che dedicano la propria vita e il proprio impegno per la cura e l'assistenza a titolo gratuito di familiari stratti non autosufficienti. E' questo il senso e l'obiettivo di una iniziative legislativa trasversale presentata oggi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama.
 
"Si tratta di persone che vivono in uno stato di abnegazione quasi totale, e che con questo loro impegno non solo sostengono una persona a loro cara, ma sollevano la collettività e lo Stato di un impegno anche finanziario che altrimenti sarebbe insostenibile - ha spiegato la promotrice di tale iniziative, la senatrice del gruppo Misto, Laura Bignami -. Sotto questo profilo va denunciato un ritardo colpevole del nostro Paese rispetto ad altri Stati europei, come la Francia, la Spagna, la Gran Bretagna, ma anche la Romania e la Grecia, che riconoscono tutti tutele a queste persone".
 
"Spesso lo Stato si appella al principio di sussidiarietà, ma purtroppo ne declina un significato improprio, quello del "cavatevela da soli" - ha aggiunto - così non deve essere. E le 58 firme sotto il testo di legge indica che si tratta di firme di coscienza e non di appartenenza politica".
 
Per la presidente della commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro, vista l'ampia adesione "ci sono tutti i presupposti per un'approvazione all'unanimità e in tempi brevi" del ddl. "Ci rendiamo conto dello scarto enorme tra la nostra offerta e le necessità - ha aggiunto -. Tutto questo ci suggerisce l'urgenza di un ripensamento dell'impalcatura nostro welfare". Dal canto suo la capogruppo Cor, Cinzia Bonfrisco ha ipotizzato che le necessità di copretura che tale provvedimento inevitabilmente richiederà potrebbe trovare una risposta "ad esempio nella spesa pensionistice che lo Stato sostiene attualmente per le cosiddette baby pensioni, pari a 9 miliari di euro all'anno. Penso che un miliardo di questi potrebbe essere destinato diversamente, a sostegno dei caregiver".
 
Nel dettaglio il ddl riconosce innanzitutto la figura del caregiver e "riconosce il valore sociale ed economico connesso ai rilevanti vantaggi che da tale attività, a favore di familiari conviventi che necessitano di assistenza a causa di malattia, infermità o disabilità, svolto all'interno del nucleo familiare, trae l'intera collettività". Ne hanno diritto i familiari entro il secondo grado, cui sarà riconosciuta la qualifica di caregiver e con essa la copertura di contributi previdenziali figurativi equiparati a quelli di lavoro domestico, tutele per le malattie professionali, copertura assicurativa a carico dello Stato, obbligo per l'eventuale datore di lavoro di riconoscere e consentire il passaggio a mansioni che si prestino a tale modalità.
 
"Si tratta di quello che potremmo definire 'il minimo sindacale' davanti a una situazione di gravissimo ritardo in cui versa il nostro Paese - ha concluso la capogruppo Sel-Si, Loredana De Petris -. Diciamo che può definirsi un atto di presa di coscienza".

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