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Welfare

Crescita record dell’invalidità civile: +50,5%

Matteo Prioschi - Il Sole 24 Ore

Dal 2004 ai primi due mesi del 2016 il numero totale di pensioni erogate dall’Inps nel comparto privato è cresciuto del 3,8%, da 17,3 a 17,9 milioni. Nello stesso arco di tempo, invece, le prestazioni assistenziali in pagamento sono passate da 2.729.375 a 3.837.802, con un balzo del 40,6%, dovuto in gran parte all’aumento delle prestazioni agli invalidi civili (+50,5%) più che a quello delle pensioni e degli assegni sociali (+14%). Ancora più forte l’incremento del valore economico di questi trattamenti, che in dodici anni è passato da 11,67 a 20,07 miliardi (+71%). Le prestazioni assistenziali si articolano in diverse tipologie: pensioni e indennità per i ciechi, i sor- domuti, gli invalidi parziali e quelli totali (complessivamente sono 2.980.799), nonché pensioni sociali, dal 1996 diventate assegni sociali, che vengono riconosciute al compimento dei 65 anni e 3 mesi di età del beneficiario e possono essere la trasformazione di preesistenti invalidità civili oppure essere riconosciute a ultrasessantacinquenni senza un reddito minimo (sono 857.003 in tutto). Al di là dei requisiti specifici, tutte queste prestazioni hanno la caratteristica di non essere collegate ai contributi versati dall’interessato, e quindi non sono vere e proprie prestazioni previdenziali, anche se in alcuni casi si chiamano pensioni. La categoria più consistente è costituita dall’indennità di accompagnamento agli invalidi totali, per complessivi 1.737.822 assegni in pagamento nel 2016, pari al 45,3% delle prestazioni assistenziali, e ben 361.040 liquidate nel 2015, il 63,2% del totale. Quanto alla distribuzione territoriale, nelle regioni del Sud la quota di invalidi civili sul totale della popolazione è sensibilmente più alta rispetto ad alcune regioni del Nord La serie storica pubblicata dall’Inps, dal 2004 al 2016 delinea un forte incremento di questa tipologia di prestazioni che, anche se hanno un importo medio contenuto (422 euro), determinano un incremento della spesa complessiva e hanno un periodo di erogazione lungo. Infatti vengono riconosciute all’insorgere dell’evento indipendentemente dall’età e il 40% degli assegni attualmente va a beneficio di under 60. Su questo fronte non va dimenticato il deprecabile fenomeno dei falsi invalidi, contro cui lo stesso Inps combatte da tempo: tra il 2010 e il 2013, per esempio, le verifiche hanno portato alla revoca o alla revisione di oltre 100mila prestazioni, con risparmi per 352 milioni ma anche una spesa di 100milioni per i controlli aggiuntivi. Va rilevato che negli ultimi dodici anni sono calate drasticamente le prestazioni di invalidità previdenziale, queste sì legate a un minimo di contributi versati (cinque anni di cui 3 nell’ultimo quinquennio): erano 2,34 milioni nel 2004, sono 1,05 milioni quest’anno.

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