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Tornano a crescere le pensioni anticipate rispetto all'età di vecchiaia dopo che negli anni scorsi la stretta sulle anzianità contenuta nella legge Fornero ha costretto molti lavoratori a rinviare il ritiro dal lavoro: nel 2015 - secondo il monitoraggio pubblicato oggi dall'Inps sui flussi di pensionamento - le nuove pensioni anticipate erogate sono state 148.540 con un aumento del 74% sul 2014 (erano state 85.207).

Nel complesso i nuovi trattamenti pensionistici erogati sono 523.536 con un aumento del 9,2% sul 2014 e un importo medio di 1.003 euro (era 839 nel 2014). Gli importi medi sono fortemente diversificati tra le gestioni e per i parasubordinati si fermano ad appena 161 euro. I dati complessivi risentono della crescita delle pensioni anticipate, assegni in media di importo più elevato perchè contano su più anni di contributi (nel 2015 42 anni e sei mesi per gli uomini, 41 e 6 mesi per le donne).

L'importo delle pensioni anticipate è pari in media a 1.880 euro a fronte dei 628 euro delle pensioni di vecchiaia, i 779 delle pensioni di invalidità e i 650 euro di quelle liquidate nell'anno ai superstiti. Se si guarda invece alle diverse gestioni le pensioni del fondo lavoratori dipendenti sono in media pari a 1.250 euro, quelle dei coltivatori diretti a 635 euro, quelle degli artigiani a 988 e quelle dei commercianti a 941. Per i parasubordinati la media dell'assegno è di 161 euro ma il calcolo è fatto tutto sulla base del sistema contributivo e i contributi sono stati versati a partire dal 1996 (con un'aliquota per i primi anni pari al 10% del reddito).

Bisogna poi ricordare che l'indagine si riferisce alle singole pensioni e non ai pensionati che potrebbero avere un reddito più alto percependo più di un assegno. L'andamento rilevato - spiega l'Inps a proposito dell'aumento delle pensioni anticipate - «dipende essenzialmente dalle nuove regole introdotte dalla Legge 214/2011 (il Salva Italia, ndr) che ha di fatto inasprito a decorrere dal 2012 i requisiti contributivi richiesti per il trattamento anticipato. In particolare i lavoratori che nel 2011 non sono riusciti a raggiungere i requisiti solo nel 2015 hanno maturato la maggiore anzianità prevista per il trattamento anticipato secondo la nuova normativa». Ad eccezione delle pensioni anticipate il numero degli assegni è diminuito in tutte le tipologie. Le nuove pensioni di vecchiaia sono passate dalle 153.761 del 2014 alle 149.005 del 2015 (-3%) quelle di invalidità da 50.872 a 42.906 (-15,6%) mentre gli assegni ai superstiti sono diminuite del 3,2% passando dalle 189.291 del 2014 alle 183.085 del 2015. (ANSA) 

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Sull'argomento leggi anche l'articolo del Sole 24 Ore e il Rapporto Inps sul monitoraggio. 

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