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«Non c'è nessuno al Ministero dell’Economia che pensi di disinnescare le cosiddette clausole Iva da oltre 50 miliardi di euro in due anni senza ricorrere a un aumento della stessa imposta. Non lo ammetteranno ufficialmente almeno fino al voto europeo (a partire dal vicepremier Salvini che, ieri a cena con gli imprenditori comaschi, ha parlato dell’aumento dell’Iva come «un massacro»), ma non è un caso che il dossier ad hoc più gettonato tra le stanze del dicastero di Via XX Settembre preveda, con la prossima legge di Bilancio, unincremento di un punto delle due aliquote principali (quella ordinaria, dal 22 al 23 per cento e l’altra dal 10 all’11), per mettere in cassa almeno 8 miliardi dei 23,1 da coprire nel solo 2020 (4 già quest’anno se si parte da luglio)». Scrive Claudia Marin su Quotidiano.net

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