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Pensioni

Pensioni: Ape sociale e lavoratori precoci, si allarga la platea. Gentiloni: 7 misure che valgono 300 milioni

Fonte: Corriere della Sera

Si allargano le maglie del governo per chi chiede la pensione anticipata. Con il riesame delle domande per l’accesso all’Ape sociale e alla pensione anticipata per i precoci (quelli che hanno iniziato a lavorare prima del compimento del 18esimo anno di età) potrebbero essere accettate nel complesso oltre 46.000 domande a fronte delle 66.000 arrivate e delle 60.000 previste. Emerge da stime Inps riferite da partecipanti all’incontro governo-sindacati. In pratica dopo i nuovi indirizzi del ministero del Lavoro potrebbero essere accettate circa 26.500 domande per l’Ape sociale (su 39.777 arrivate, il 75% delle 35.000 previste) e 20.000 per i lavoratori precoci (su 26.632 arrivate, l’80% delle 25.000 previste). L’Ape sociale è un’indennità a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata.

Cosa cambia

In prima battuta erano state rigettate dall’Inps due domande su tre delle arrivate per l’Ape sociale, e il 70% di quelle arrivate per lavoro precoce (nel complesso era stato detto no a 44.000 richieste su 66.000). Delle 25.695 domande di Ape social respinte dall’Inps quasi il 62% era dovuto alla mancanza del requisito di disoccupazione. Il richiedente, cioè, non era disoccupato a seguito di cessazione del rapporto per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, o risoluzione consensuale. Grazie ai nuovi indirizzi messi a punto dal ministero del Lavoro (tra cui la possibilità che ci siano periodi di rioccupazione non superiori a sei mesi senza interrompere lo stato di disoccupazione) le percentuali si sono ribaltate. Le stime - spiegano le stesse fonti - riguardano le domande arrivate entro il 15 luglio. Al momento il riesame è ancora in corso e la stima sulle domande accettabili riguarda il complesso delle richieste.

La sette misure proposte dal governo

Per il sistema previdenziale il governo ha messo in campo 7 misure che valgono 300 milioni. È quanto avrebbe detto il premier Paolo Gentiloni ai sindacati, alla riunione in corso a palazzo Chigi. «Abbiamo lavorato sulla traccia dell’accordo dello scorso anno - avrebbe detto il presidente del Consiglio, secondo quanto si apprende - con un impegno finanziario cospicuo per sette misure che valgono circa 300 milioni di euro».
Il «pacchetto di proposte innovative rispetto al punto di partenza frutto degli incontri tecnici» enumerate da Gentiloni, sono l’esenzione dell’adeguamento all’aspettativa di vita per 15 categorie di lavori gravosi; la commissione che deve studiare la gravosità delle occupazioni e valutare la classificazione tra previdenza ed assistenza ai fini di una migliore separazione; la revisione del meccanismo di calcolo dell’aspettativa di vita sulla base della media e non delle differenze di picco; il sostegno alla previdenza integrativa dei lavoratori pubblici; il miglioramento del Fis (Fondo integrazione salariale; il riutilizzo delle risorse per l’Ape social e il riutilizzo delle risorse per i lavoratori precoci per il 2018.

 

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