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Fonte: AdnKronos

Scendono da 36 a 30 gli anni di contribuzione necessari per poter andare in pensione prima dei 67 anni. E' questa una delle novità presentate dal governo all'ultimo confronto tecnico con Cgil, Cisl e Uil sul tema previdenza. Uno 'sconto' sui contributi riservato alle 15 categorie di lavoratori che svolgono attività gravose con l'obiettivo di esentarli dallo scatto a 67 anni nell'età di pensionamento dal 2019 previsto dalla riforma Fornero. Passano invece a 7 su 10, rispetto ai 6 su 7 inizialmente previsti, gli anni per i quali i lavoratori dovranno dimostrare di aver esercitato un'attività gravosa. Per poter accedere al blocco dell'aspettativa di vita, quindi, i lavoratori dovranno avere versato 30 anni di contributi e dimostrato di aver svolto un'attività gravosa continuativamente per sette anni negli ultimi dieci anni.

Le categorie esentate dallo scatto resterebbero 15: a quelle individuate per l'accesso all'Ape social - operai dell'industria estrattiva, conduttori di gru, macchine di perforazione, conciatori, macchinisti ferroviari, camionisti, professori di scuola pre-primaria, facchini, addetti alla pulizia, ostetriche ospedaliere e assistenti per non autosufficienti - si aggiungono gli agricoltori, i siderurgici di secondo fuoco, i marittimi e i pescatori. Tra le proposte dell'Esecutivo anche l'istituzione di una Commissione che studi la gravosità delle occupazioni al fine di analizzare le diverse aspettative di vita in relazione alle mansioni svolte. Sarà il round supplementare previsto per sabato mattina a mettere a punto un testo dettagliato sull'esenzione dall'aumento dell'età pensionabile a 67 anni dal 2019 per i lavori gravosi.

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