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dl Carlo Cinelli e Federico De Rosa - Corriere della Sera

«Populismo e stato sociale». Aveva scelto un titolo profetico Tito Boeri per il volume pubblicato l'anno scorso con Laterza, in cui il presidente dell'Inps spiega il legame tra la crisi dello Stato sociale e l'avvento del populismo. Visto l'esito delle elezioni il tema è più attuale che mai e Boeri è stato invitato a parlarne oggi con i soci dell'Ape, l'Associazione per il progresso economico, che ha deciso di conferire all'economista milanese il Premio Ape 2018. Le motivazioni, scritte nell'invito stampa dal presidente Beniamino Picone, sono piuttosto chiare: «Straordinario civil servant che sta rivoluzionando l'INPS dopo le disgraziate gestioni precedenti. II solo ricordo di Antonio Mastrapasqua ("la verità sulle future pensioni può creare sommovimenti sociali"), uomo dai mille incarichi, mette paura». Ps. L'unica Ape che non va bene per Boeri è l'anticipo pensionistico: istituto di previdenza (e banche) non sono pronti.

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